Accessibilità ≠ Overlay: l’avvertimento dell’American Council of the Blind sugli overlay
I cosiddetti accessibility overlay vengono commercializzati come un modo semplice per risolvere i problemi di accessibilità di un sito web. Di solito vengono aggiunti tramite uno script, un widget o un servizio esterno che sovrappone uno strato di funzionalità al sito esistente.
Ma uno strato aggiunto sopra un sito può davvero risolverne i problemi di accessibilità?
La questione è dibattuta da anni tra sviluppatori, specialisti di accessibilità e soprattutto persone con disabilità che utilizzano tecnologie assistive.
Nel 2021, l’American Council of the Blind (ACB) ha adottato la Resolution 2021-09 — Website Overlays. La sua posizione merita l’attenzione di aziende, sviluppatori e responsabili di siti che stanno valutando queste soluzioni.
Che cos’è l’American Council of the Blind?
L’American Council of the Blind è un’organizzazione statunitense formata e guidata da persone cieche e ipovedenti.
Difende i loro diritti e le pari opportunità, compreso l’accesso alle informazioni e ai servizi digitali.
Per questo è particolarmente importante ascoltare chi utilizza realmente screen reader, software di ingrandimento e altre tecnologie assistive.
Risoluzione 2021-09: Website Overlays
Il 29 settembre 2021 il consiglio direttivo dell’ACB ha adottato la Risoluzione 2021-09 dedicata ai website overlay.
La risoluzione parte da un punto fondamentale: l’accesso alle informazioni su Internet è essenziale per l’istruzione, il lavoro e l’inclusione sociale.
Di fronte alle barriere dei siti inaccessibili sono nate soluzioni basate su automazione e intelligenza artificiale, spesso installate tramite JavaScript e presentate come capaci di rilevare o correggere determinati problemi.
Il problema nasce quando queste tecnologie vengono presentate come sostituti di una vera strategia di accessibilità.
Un’esperienza separata non significa un’esperienza accessibile
L’ACB contesta la creazione di un’esperienza separata specificamente per gli utenti di tecnologie assistive.
Secondo l’organizzazione, alcuni overlay possono creare un’esperienza separata e spesso inferiore per le persone cieche o ipovedenti.
L’obiettivo dovrebbe essere consentire a tutti di usare la stessa pagina, gli stessi contenuti e le stesse funzionalità.
Il rischio di un falso senso di conformità
L’ACB segnala inoltre il rischio che un overlay dia al proprietario del sito l’impressione che gli obblighi di accessibilità siano già stati risolti.
Nel frattempo possono restare problemi nel codice: semantica inadeguata, moduli senza etichette, componenti non utilizzabili da tastiera, gestione errata del focus o messaggi dinamici non annunciati dallo screen reader.
Occorre distinguere tra aggiungere funzionalità di accessibilità e rendere accessibile un prodotto digitale.
L’accessibilità deve essere costruita fin dall’origine
L’accessibilità reale richiede misure proattive e un impegno continuo per l’inclusione.
Inizia dal design e continua nello sviluppo: struttura HTML, componenti, tastiera, focus, moduli, messaggi di errore e contenuti.
Gli strumenti automatici possono essere utili, ma non sostituiscono completamente la valutazione umana e i test con tecnologie assistive.
Ascoltare le persone che usano tecnologie assistive
L’ACB chiede una partecipazione significativa delle persone cieche e ipovedenti nelle tecnologie create per questa comunità.
Se uno strumento mira a migliorare l’esperienza degli utenti di screen reader, queste persone dovrebbero partecipare a progettazione, sviluppo e valutazione.
L’accessibilità non consiste solo nel superare una checklist tecnica, ma nel permettere a una persona di usare realmente un prodotto o servizio.
Gli overlay rendono davvero accessibile un sito?
La risoluzione dell’ACB non rifiuta l’innovazione tecnologica e accoglie soluzioni innovative contro l’inaccessibilità.
Ciò che mette in discussione è trattare un’esperienza separata o un overlay come risposta superficiale a un problema che richiede cambiamenti strutturali e continui.
IA e strumenti automatici possono aiutare a trovare e correggere problemi, ma devono far parte del processo di accessibilità, non sostituirlo.
Un pulsante di accessibilità non rende un sito accessibile
La presenza di un pulsante flottante di accessibilità non dimostra che un sito sia accessibile.
La domanda corretta è: una persona con disabilità può realmente usare il sito e completare le stesse attività degli altri?
Può navigare, compilare moduli, acquistare, comprendere gli errori, usare tutti i controlli da tastiera e la propria tecnologia assistiva senza interferenze?
Accessibilità ≠ Overlay
La Risoluzione 2021-09 lascia un messaggio ancora attuale: l’accessibilità non dovrebbe essere uno strato aggiunto alla fine di un progetto.
Deve far parte del design e dello sviluppo fin dall’inizio.
Prima di installare uno strumento che promette accessibilità automatica, chiediamoci: stiamo davvero eliminando le barriere o stiamo semplicemente aggiungendo un altro strato sopra di esse?
Fonte originale
American Council of the Blind — Resolution 2021-09: Website Overlays
Risoluzione adottata il 29 settembre 2021.
Consulta la risoluzione originale dell’American Council of the Blind
Questo articolo fa parte della serie «Accessibilità ≠ Overlay», in cui analizziamo le posizioni di organizzazioni delle persone con disabilità, enti pubblici e specialisti, oltre ai limiti tecnici degli overlay.
Parte 01 — American Council of the Blind: Website Overlays.
Prossima parte: National Federation of the Blind e la sua posizione sugli overlay.
